Federica Parolini


scenografia

Federica Parolini studia scenografia all’Accademia di belle arti di Brera, si laurea nel 2007.

Vince nel 2020 il Premio Franco Abbiati nella categoria Migliori scene per Agnese di Ferdinando Paër, prodotta dal Teatro Regio di Torino

Dal 2012, lavora con Leo Muscato, il prossimo aprile firemerà le scene de Le zite in galera per il Teatro alla Scala e Prometeo incatenato per Inda teatro presso il teatro greco di Siracusa. 

Molti i porgetti condivisi; Barbiere di Siviglia per il Teatro alla Scala, Agrippina per Theater Bonn; Agnese per il Teatro Regio di Torino, Un ballo in maschera per Malmö Opera, il Teatro di San Carlo di Napoli, As you like it per lo Stabile di Torino, Rigoletto per l’Opera di Roma, Les dialogues des carmélites per il Petruzzelli di Bari; I Masnadieri per il Festival Verdi di Parma, La bohème al Macerata Opera Festival; Enron per il Teatro Due di Parma.

Dal 2006 firma le scene di diversi allestimenti diretti da Francesco Micheli, La Traviata, Il Trovatore, Rigoletto e Candide per il Maggio Musicale Fiorentino, Alice nel paese delle meraviglie e Bianco Rosso Verdi per il Teatro Massimo di Palermo, Silvano Sylvano di Sylvano Bussotti per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Li puntigli delle donne per il Festival Pergolesi Spontini. Per Biennale Musica a Venezia cura l’allestimento degli spettacoli iniziale e conclusivo, Don Giovanni e l’Uom di sasso ed Exit.

Dal 2016 collabora con i Teatrialchemici, curando le scene di Cavalleria Rusticana, Pagliacci e Un mari à la porte per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e il Carlo Felice di Genova; Norma per il Macerata Opera Festival.

Inoltre ha disegnato le scene di Elisir d’Amore per la regia di Fredrick Wake Walkers, La Traviata, con la regia di Alice Rohrwacher; per la Kammeroper, Theater an der Wien, ha progettato scene e costumi dell’Orlando di Händel per la regia di Stefania Panighini.

Dall’inizio del suo lavoro, oltre alla scenografia ed al costume nell’ambito del Teatro si interessa e partecipa a progetti sperimentali sul linguaggio dell’opera lirica, progetta percorsi installativi, collabora alla progettazione di festival, realizza illustrazioni e partecipa  all’organizzazione di eventi.

Del 2021 è la mostra: Carlo Aymonino, Fedeltà al tradimento, a Milano in Triennale di cui cura il progetto di allestimento, nel 2023 curerà il progetto per una mostra sul melodramnma presso l’Accademia Carrara di Bergamo.

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