Paola Rota

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Debutta alla regia dedicandosi soprattutto a testi di autori contemporanei, tra cui Steven Berkoff, Roland Schimmelpfennig, Martin Crimp e Clarice Lispector, dirigendo vari spettacoli prodotti dal Teatro Stabile di Torino, dalla Biennale di Venezia, dal Teatro dell’Elfo di Milano.
Nel 2005 incontra Luca Ronconi alla Scuola di perfezionamento di regia di Santa Cristina, per il quale lavora come regista collaboratrice per gli spettacoli Troilo e Cressida e Lo specchio del diavolo, e come aiuto regista nella Turandot di Puccini, che apre la stagione del Teatro Regio di Torino nel 2007.
Dal 2008 collabora con Mario Martone, lavorando con lui in direzione al Teatro Stabile di Torino. È suo aiuto regista per Operette Morali, Serata a ColonoMorte di Danton, e per diverse opere tra cui Falstaff al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, Cavalleria Rusticana e Pagliacci alla Scala, Curlew River al Teatro dell’Opera di Roma, Fidelio al Teatro Regio di Torino – di cui cura la ripresa a Liegi all’Opéra Royale de Wallonie – , Macbeth al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, fino ai più recenti Il barbiere di Siviglia, Premio Abbiati 2020, e La traviata, realizzate per il Teatro dell’Opera di Roma. Sempre in ambito operistico è aiuto regista di Andrea De Rosa per Simon Boccanegra al Teatro La Fenice di Venezia, per Goyescas e Suor Angelica al Teatro Regio di Torino, di Massimo Popolizio per Masnadieri al teatro dell’Opera di Roma e Thomas Ostermeier al Piccolo di Milano.

È regista collaboratrice per il progetto curato da Francesco Micheli al Maggio Fiorentino sulla Trilogia Popolare di Verdi. A luglio 2014 debutta con la sua prima regia lirica al Festival Opera Barga con il Bajazet di Gasparini, con le scene di Nicolas Bovey e i costumi di Gianluca Falaschi. Nel novembre 2016 debutta con Rosmonda d’Inghilterra di Gaetano Donizetti al Teatro Donizetti di Bergamo.
Collabora con Cristina Comencini nella messa in scena di L’amavo più della sua vita, presentata nell’ambito della manifestazione contro la violenza sulle donne “Mai più complici”. È sua aiuto regista per La scena e firma successivamente la regia del suo testo, Due PartiteSempre per il teatro, dirige Giuseppe Battiston e Maria Roveran in Winston vs Churchill da “Churchill, il vizio della democrazia” di Gabardini, e collabora con il network europeo Fabulamundi Playwriting Europe alle regie di testi contemporanei come Lingua Madre Mameloschn di Marienne Saltzmann che debutta a Short Theatre, Illegal Helpers di Maxi Obexer con Theo Tehardo, presentato al Festival delle Colline, e Come tutte le ragazze libere di Tanja Slijvar, radiodramma prodotto con il Teatro di Roma.

Dopo una lunga esperienza da attrice ha iniziato a frequentare i set di diversi film come dialogue coach e assistente e comincia a occuparsi di casting con Mario Martone per Noi credevamo,  Il giovane favoloso, Capri Revolution e Qui Rido io. Come Casting collabora inoltre con Roan Johnson, Dario Argento, Eugenio Cappuccio.