MigrArti 2017: “Sommossa di un’umanità imprevista”

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MigrArti 2017 – Spettacolo

Sommossa di un’umanità imprevista

13 e 15 giugno 2017 | Teatro Tor Bella Monaca

un progetto a cura di PAV, con ASINITAS ONLUS e Seven Cults

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Gli esiti del progetto Sommossa di un’umanità imprevista – con cui PAV, assieme ad ASINITAS ONLUS e all’Associazione Culturale Seven Cults ha vinto il bando MigrArti – Spettacolo 2017 – verranno presentati pubblicamente al Teatro Tor Bella Monaca il 13 e il 15 giugno 2017.
La sommossa a cui il titolo fa riferimento è da intendere quale una forma di energia impetuosa, capace di racchiudere la paura ma anche il coraggio, la diversità ma soprattutto la ricchezza dei diversi valori: una forza tumultuosa, quella tipica dei cosiddetti “bruciatori di frontiere”, in grado di catalizzare la formazione di un nuovo immaginario e di rispondere alle esigenze di quest’umanità imprevista, che altro non è che la reciproca contaminazione e crescita di chi arriva e di chi accoglie. Quest’immaginario è stato indagato attraverso tre laboratori misti, condotti rispettivamente da Alessio Bergamo, Alessandra Cutolo e Luciana Lusso Roveto.
I tre percorsi, che hanno visto la partecipazione di immigrati e di giovani rifugiati, andranno in scena al Teatro Tor Bella Monaca. Martedì 13 giugno, alle ore 21.30, Alessio Bergamo presenterà con i ragazzi di ASINITAS l’esito laboratoriale Mistero Buffo, ispirato all’omonima opera di Vladimir Majakowskij. Giovedì 15 giugno, alle ore 20.00, le mamme della scuola Di Donato, del quartiere Esquilino, saranno guidate da Alessandra Cutolo nella presentazione di Women Crossing, storie di sabbia e di mare. A seguire, alle ore 21.30, Luciana Lusso Roveto dirigerà i ragazzi di alcuni dei centri SPRAR e CAS di Roma in Oceanomare sans papier.

Il progetto, arrivato primo nella graduatoria nazionale, è stato sostenuto dalle Università La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, assieme all’Associazione Assomoldave, Romni Onlus, Eccom – idee per la cultura, il Polo di sviluppo educativo e culturale Ex Fienile e all’Associazione Diritti di Frontiera.

INFORMAZIONI
prenotazioni a promozione@teatrotorbellamonaca.it
Tel. 06 2010579

Teatro di Tor Bella Monaca
via Bruno Cirino – Roma

Mistero Buffo | 13 giugno | Teatro Tor Bella Monaca | 21.30

regia di Alessio Bergamo
aiuto regia Massimiliano Cutrera
coreografia Fernando Battista
musiche Matteo Portelli
con la partecipazione straordinaria di Madya Diebate
con Camara Abdoulaye MohamedFahim AziziElena BassanGassama BassirouLilli CecereFode CisseFlavia CotugnoValentina CrescioniMaria D’ArienzoDacia DacunTiziana De AngelisMaurizia Di StefanoOsama FadlSolly FakebaFrancesca IeritanoMusa JarjuBamba KassimLamin Kaba MohamedSeckou KonateAboubakar KuyatehEvren KuruRosaria LaurenzaOlga MatsinaHagi NimagaKeita NouhanExodus ObusehMarinella OttieriRoberta ParravanoDiana PorcùCarolina PurificatiDaniela RossettiDenami SessouModibo SissokoGiorgio SenaSidi SissokoMarco SpataMirko TahounPierpaolo TazzaRobel TesfitFabrizio TothAbdoullaye TraoreIsaac TraoreMamadou Karà TraoreYaya TraorèMamadou MansoueNada AlhawshabiLapo VanniniArkadij VitiziuValentina Barbaro, Giuseppe Benvegna, Paolo D’Urso, Irene MantovaAndrea Palermo, Elena Rossi, Carla Valori
coro Giovanni Iorio Giannoli
assistente alle regia Maddalena Grechi
scenografia Paolo Ferrari

Una riflessione teatrale sull’utopia di un mondo migliore e sulla solidarietà che i “diseredati e gli ultimi” devono attivare per cercare di costruirlo.

Condotto da Alessio Bergamo, il laboratorio, che ha portato alla messa in scena di Mistero Buffo di V. Majakovskij, si è configurato come un percorso di formazione teatrale rivolto a un gruppo misto di giovani rifugiati e di seconda generazione, accompagnati da attori ed educatori italiani. Mistero Buffo narra la storia di un gruppo di “impuri” (lavoratori, diseredati, operai) che durante un nuovo diluvio universale, intraprende una traversata per mare cercando la terra promessa, vivendo una serie di avventure, sopportando la fame, il confronto con i diavoli, quello con i santi, e la ricostruzione di un mondo distrutto.
Majakowski scrisse il testo per celebrare il primo anniversario della rivoluzione d’ottobre, di cui nel 2017 ricorre il centenario, ma è un’opera di stringente attualità, che già nelle intenzioni dell’autore doveva essere adatta a riscritture sceniche nel tempo, mano a mano che la storia poneva ai suoi protagonisti nuove sfide. Le tragedie di massa e i cambiamenti sociali in corso ci fanno pensare che il tempo delle nuove sfide sia arrivato.
In questi anni in cui l’accoglienza, la convivenza inter-etnica e inter-culturale appaiono sempre di più come la sfida educativa prioritaria, il teatro ci ricorda che l’immedesimazione e l’empatia, sono un fatto di corpi, sguardi, respiri, incontri, adesione ad alcune idee o immagini comuni

Women Crossing, storie di sabbia e di mare | 15 giugno | Teatro Tor Bella Monaca | 20.00

Un progetto di Alessandra Cutolo e Egumteatro
In collaborazione con: PAV, Ass. Di. Fro (Diritti di frontiera), Istituto Comprensivio MANIN, Ass. Genitori DI DONATO – POLO INTERMUNDIA, Oxfam- Italia, Coop. Pangea, Comune di Castelnuovo Berardenga (SI)
drammaturgia scenica a cura di Silvia Ranfagni
con la partecipazione di Paola Rota
e delle attrici: Patience Sare, Silvia Gallerano, Aisha Montana, Simonetta Solder, Yemisi Adeboye, Sandra Toffolatti, Confort Samuel, Elisabeth Adeboga, Tiziana Borgese, Deborah  Offeh, Marianna Cappi, Rosaria D’amico, Manuela Adeboga, Livia Lupattelli, Silvia Ranfagni, Denise Mcnee, Natalia Vetta

Ogni uomo e donna che arriva deve avere la possibilità di portare a tutti qualcosa di sé. Prima di tutto la sua storia.

WOMEN CROSSING. Storie di sabbia e di mare, curato da Alessandra Cutolo, mette in luce l’alterità femminile di mondi diversi. Donne in fuga da paesi in guerra, che hanno attraversato il deserto ed il mare, rinchiuse, liberate e comprate più volte, si sono riunite due giorni a settimana con altre italiane e migranti, per esplorare frammenti di diversi testi-pretesti, a partire da Romeo e Giulietta. Le partecipanti sono state invitate a entrare ognuna nel “ritmo” dell’altra, a proporne uno proprio, a esporre allo sguardo e all’esperienza delle altre gli aspetti più significativi della propria vicenda. Professioniste del teatro hanno sperimentato le loro competenze in uno spazio sospeso, al fianco di chi affronta l’esperienza del palco per la prima volta, riunite attorno al rito del teatro, che annulla le distanze e stabilisce intimità inattese.

Tutti noi, quando siamo arrivati in un luogo nuovo e abbiamo incontrato gente che non ci conosceva e che noi non conoscevamo, abbiamo sentito il bisogno di presentarci e di raccontarci. Raccontarci è il modo più semplice e diretto per autorappresentarci e andare incontro all’altro. Raccontarci è la possibilità di affrontare dolori e difficoltà, di offrirle agli altri come doni preziosi e ineludibili. Perché le storie personali sono sempre doni che si fanno all’altro. E qualificazione di sé.

Oceanomare sans papier | 15 giugno | Teatro Tor Bella Monaca | 21.30

regia Luciana Lusso Roveto
Con (in ordine alfabetico) Nahal Ajdari, Sekou Bangura, Simona Bracchetti, Alessandra Cavallari, Giacomo Curti, Mario
Focardi, Keita Fode, Carlo Maria Forte, Claudio Galassi, Silvia Giovinazzi, Miriam Grasso, Lavinia Grizi, Tidiane Guisse, Yana Harizanova, Ahmadou Maiga, Sambo Manneh, Emanuel Ogumetin, Maddalena Emanuela Rizzi, Manuel Rufini, Abdoul Aziz Sanfo, Lanse Sekuru, Fuseyni Siby, Claudio Sinibaldi, Ibrahima Sory Sall, Cherif Soulymane, Cheng Timbiao
Costumi Cala Polignani
Regista assistente oggetti di scena Francesca Proietti
Montaggio materiale video Claudio Sinibaldi
Luci Livia Caputo
Fonica e proiezioni multimediali Francesca Proietti

Le tragedie del mare e della vita, i responsabili e le loro colpe, le vittime e le loro paure. C’è morte e vita nel romanzo di Baricco Oceano Mare al quale si ispira il laboratorio teatrale con i rifugiati del Centro Sprar Codirossoni, Santarita, Roma Flaminia Point e attori e danzatori professionisti, finalizzato alla messa in scena dello spettacolo: “Oceanomare sans papier”. Vi si racconta la storia di Elisewin, una giovane che ha paura di vivere, anche se vuole farlo. Un “esperto” le prescrive bagni di mare: forse ne morirà, ma se si salverà vivrà la vita davvero. Parallelamente al viaggio della protagonista verso il mare si racconta poi di un naufragio, con soli due superstiti. Uno dei due, Thomas – che ha vissuto situazioni estreme in acqua e ora non ha paura di vivere – per una serie di ragioni si trova nello stesso luogo in cui giunge la ragazza per curarsi: una locanda su una spiaggia in mezzo al nulla. Ed è in questo luogo che si sviluppa la trama. I due si incontreranno, intrecciando le loro vite alle storie di altri ospiti e abitanti della locanda e al dramma dei migliaia di migranti che muoiono nel Mediterraneo raccontato in diretta tv da una giornalista Il mare è, e forse è sempre stato, l’elemento che gli uomini e le donne attraversano in cerca di una nuova esistenza. Le navi sono i suoi mille occhi, che si chiudono ogni volta che un barcone affonda. Le immagini della scenografia multimediale, racconteranno di gommoni pieni di speranza e disperazione che si susseguono ad altre di mari e oceani senza volto. Il tessuto sonoro, le coreografie e il multilinguismo contribuiscono a creare la contaminazione interculturale. “Il teatro è un atto sociale, di conseguenza non può prescindere da ciò che accade. In questo momento si sta verificando un fenomeno di esodo dalla guerra e dalla fame di migliaia di persone, consumato spesso nell’indifferenza . E il teatro ci porta in una dimensione dove lo “stare insieme è possibile”.