in distribuzione: “Autodiffamazione” di Peter Handke. Compagnia Barletti/Waas

«Io non sono quello che sono stato. Non sono stato come avrei dovuto essere. Non sono diventato quel che sarei dovuto diventare. Non ho mantenuto quel che avrei dovuto mantenere.»

autodiffamazione

Lo spettacolo Autodiffamazione di Peter Handke, della compagnia Barletti/Waas, torna in distribuzione.

Un uomo e una donna si autoaccusano di comportamenti assunti e azioni compiute nella propria vita, assecondando o infrangendo le regole della società. In un gioco di riconoscimenti, il confine tra pubblico e scena si sospende, per ritrovare un po’ di sé nella vita di due sconosciuti, nelle frasi e nei luoghi comuni della lingua presa in prestito: italiano o tedesco, l’habitus linguistico cerca di tirar fuori l’essenza del non dicibile per rivelare un collettivo disorientamento, l’accettazione e parallela ribellione al livellamento culturale e con loro, al contempo, il perpetuarsi del miracolo dell’empatia, che sopravvive nonostante tutto.

Il testo di Peter Handke è il gesto, autodiffamante e pubblico, attraverso cui Lea Barletti e Werner Waas si fanno attori/testimoni di una presa di coscienza, un’educazione sentimentale alla parola: un gioco che sospende, almeno per i sessanta minuti dell’esperienza comune, il confine fra spettatori e attori, accettando la comune responsabilità di una storia collettiva. Un ruolo decisivo gioca nello spettacolo (o rito?) la totale assenza di azioni narrative, l’esporsi degli attori come rappresentanti dell’umanità radunata per l’occasione, il loro lasciarsi guardare nel rapporto con il testo di Handke, che risulta in tal modo sorprendentemente e inquietantemente familiare a tutti. Quello che si manifesta attraverso il gesto dell’autodiffamazione non è tanto un “noi”, quanto un “io-tu”, un “io-tutti”: cosa importa infatti l’aver o meno compiuto “personalmente” una determinata azione, l’aver pronunciato “personalmente” una determinata frase quando c’è comunque qualcuno che lo ha fatto -mio padre? mio fratello? un amico? un conoscente? un conoscente di un conoscente? Se non ero io, potevo però esserlo: esiste un testo di cui è fatto il mondo, alla cui responsabilità non si sfugge. Attraverso questo “semplice” gioco con un testo si manifesta con immediatezza tutto ciò che caratterizza il presente: l’isolamento, la continua violenza perpetrata sul proprio spazio interiore, il desiderio d’intimità, l’essere impacciati nell’uso della lingua, la difficoltà di un pensiero non già pensato, lo scandalo di un sentimento collettivo, il disorientamento politico, il miracolo dell’empatia che sopravive nonostante tutto.

Dalle note di regia di Werner Waas e Lea Barletti:
Selbstbezichtigung/Autodiffamazione è un antidoto contro la superficialità, contro la sensazione di rumore diffuso. È uno spettacolo nato dal desiderio di concentrazione e di contatto reale con il pubblico, che sviluppa proprio in virtù della sua urgenza autentica e della sua fiducia nei propri mezzi, un alto grado di efficacia. Concentrazione e contatto reale necessitano di tempo, forse addirittura di lentezza nel rapporto con il mondo, il ché suona quasi scandaloso: questo è lo scandalo che abbiamo deciso di dare.

Autodiffamazione di Peter Handke un progetto di e con Lea Barletti e Werner Waas

Selbstbezichtigung/Autodiffamazione
traduzione di Werner Waas
un progetto di e con Lea Barletti e Werner Waas
musica di Harald Wissler

TOURNÉE 2017
11 febbraio 2017: Hauser Dramatische Republik – Berlino
dal 17 al 19 febbraio 2017: Pathos Transport Theater – Monaco
dal 22 al 27 febbraio 2017: Teatro i – Milano
dall’11 al 21 maggio 2017: Torino Fringe Festival – Torino

TOURNÉE 2016
31 gennaio 2016: Teatro Palladium – Roma
2 aprile 2016: Teatro Kismet – Bari
8-9-10 aprile 2016: Teatro della Tosse – Genova
12-13 aprile 2016: Teatro Stabile di Trieste – Trieste

Dalla rassegna stampa
“Nell’estremo rigore dell’allestimento, il testo arriva dunque come una freccia, come uno scandaglio dell’anima.”
Andrea Porcheddu www.linkiesta.it

“Il loro sguardo tocca ogni singola persona nel pubblico, ma non è uno sguardo che indaga, è uno sguardo che incontra.”
Ilenia Carrone www.doppiozero.com

“…una di quelle opere che sopravvive per diverse ore, liberando forti risonanze anche a distanza di un’intera giornata di lavoro.”
Sergio Lo Gatto www.teatroecritica.net

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Il video integrale dello spettacolo è disponibile a questo link.

Per informazioni:
organizzazione@pav-it.eu
06 44702823 | +39 349 1257101