Federico Tiezzi

Regista

Federico Tiezzi

Federico Tiezzi

Regista, drammaturgo, attore e storico dell’arte, si impone, negli anni Settanta del secolo scorso, con lavori che affrontano una ricerca concettuale sul mito e sull’origine del linguaggio teatrale, da cui scaturiscono spettacoli-manifesto quali: La donna stanca incontra il sole (1972), Presagi del vampiro (1977), Vedute di Porto Said (1978), Punto di rottura (1979), nei quali è evidente il contatto con le arti visive contemporanee. Sono gli anni in cui, con la compagnia che ha creato insieme a Sandro Lombardi, Tiezzi è presente nei principali teatri e festival europei di tendenza: Amsterdam, (in residenza al Mickery Theater), Bruxelles (Théâtre des 140), Parigi (Centre Pompidou), Barcellona (Mercat de les Flors), Londra (Riverside Studios), Nancy (Festival du jeune Théâtre), Vienna (Wiener Festwochen). La compagnia partecipa inoltre con successo a ben tre edizioni del Theater der Welt (Amburgo, Colonia, Monaco); mentre a Berlino l’Akademie der Kunst dedica alla giovane compagnia la sua prima retrospettiva.
Il lavoro di Federico Tiezzi sfocia, successivamente, in spettacoli dichiaratamente aperti a uno sguardo sulla contemporaneità: del 1979 è Ebdòmero, tratto dal romanzo di Giorgio De Chirico; del 1980 Crollo nervoso – dove per la prima volta Tiezzi applica le ricerche di Edward Gordon Craig sullo spazio teatrale – mentre Sulla strada, ispirato al romanzo di Jack Kerouac, debutta a Venezia per la Biennale-Teatro del 1982. Sempre nel 1980 allestisce, allo Stadio Olimpico di Monaco, Ins Null (Verso lo zero), cui partecipa Hanna Schygulla. Rainer Werner Fassbinder filma a Colonia Ebdòmero e Crollo Nervoso per il suo film Theater in Trance (1981).
Alla metà degli anni Ottanta, Tiezzi inizia a teorizzare e praticare una forma di teatro di poesia, volta a coniugare drammaturgia in versi e scrittura scenica. Questa fase coincide, inizialmente, con l’elaborazione drammaturgica di una trilogia di testi scritti e messi in scena tra il 1984 e il 1985: Genet a Tangeri, Ritratto dell’attore da giovane e Vita immaginaria di Paolo Uccello, presentati, poi, nel 1985, alla Biennale Teatro di Venezia. Nel 1987 porta sulla scena, su drammaturgia di Franco Quadri, il romanzo di Samuel Beckett Come è. Nello stesso anno presenta, al Teatro dell’Opera di Kassel, come apertura di “documenta 8”, la grande rassegna internazionale di arte contemporanea, lo spettacolo Artaud. Una tragedia, cui fa seguito un dittico di testi del drammaturgo tedesco Heiner Müller: Hamletmaschine e Medeamaterial, entrambi realizzati nel 1988. Dal 1989, dirige, in Toscana, tre spettacoli che teatralizzano la Divina Commedia. Affida la rielaborazione drammaturgica a tre poeti: Edoardo Sanguineti (Commedia dell’Inferno, 1989), Mario Luzi (Il Purgatorio, 1990) e Giovanni Giudici (Il Paradiso, 1991). Nel 1990 riprende Hamletmaschine per una tournée che lo vedrà a Mosca, San Pietroburgo e Tokyo. I lavori successivi si iscrivono nell’ambito di una moderna riappropriazione dei classici: nel 1991 firma, per il Teatro di Roma, Adelchi di Alessandro Manzoni.
Sin dall’inizio del suo lavoro, Tiezzi è affascinato dal teatro musicale e dalla musica contemporanea: la sua prima collaborazione in questo ambito è con Azio Corghi nel 1976 per Tactus all’Autunno Musicale di Como. Successivamente collabora con Brian Eno, Jon Hassell, Nana Vasconcelos e Giancarlo Cardini, con il quale esegue numerose composizioni di John Cage. Nel 1993 Salvatore Sciarrino compone la musica per una nuova edizione del Paradiso di Dante al Ravenna Festival; mentre nel 1995 Giacomo Manzoni compone la musica originale per un nuovo Inferno di Dante.
Esordisce nella regia lirica con Norma di Vincenzo Bellini (1991) con le scene del pittore Mario Schifano al Teatro Petruzzelli di Bari, cui fanno seguito la Traviata al Teatro Pergolesi di Jesi (1992), e il Barbiere di Siviglia per il Teatro Comunale di Messina e La Fenice di Venezia.
In questi anni ha come collaboratori alcuni tra i più importanti pittori e architetti italiani, come Mario Schifano, Alighiero Boetti, Alessandro Mendini. Nel 1994 mette in scena Edipus di Giovanni Testori e, successivamente, approda al teatro di Pier Paolo Pasolini con Porcile. Del marzo 1995 è la regia di Carmen di Georges Bizet per il Teatro Comunale di Bologna, e del giugno successivo, per il 58° Maggio Musicale Fiorentino, quella di Felicità turbate, un testo di Mario Luzi, dedicato al pittore cinquecentesco Pontormo, con musiche originali di Giacomo Manzoni.
Nel 1997 apre la stagione lirica del Teatro dell’Opera di Roma con Les vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi. Realizza, poi, Nella giungla della città di Bertolt Brecht, di cui cura anche la traduzione. Del 1997 è la regia dell’Assoluto naturale di Goffredo Parise. Nel 1998, con lo spettacolo Scene di Amleto, creato site-specific per lo spazio del Teatro Fabbricone di Prato, sigla l’apertura di una fase di ricerca, dedicata al capolavoro di Shakespeare sul quale lavorerà per quattro anni; mentre con Cleopatràs e Due lai prosegue, insieme a Sandro Lombardi, il felice lavoro sull’opera di Giovanni Testori, di cui, nel 2001, mette in scena anche L’Ambleto.
Nel 1999 realizza Zio Vanja di Anton Cechov a Venezia per la Biennale Teatro con i sipari del pittore Giovanni Frangi e Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Teatro Regio di Torino. Nel 2000 è impegnato con Didone ed Enea di Henry Purcell per il Festival Monteverdiano di Cremona e il Maggio Musicale Fiorentino. Lo spettacolo si avvale della collaborazione di Francesco Pennisi, di Sandro Lombardi e del coreografo Virgilio Sieni. Dello stesso anno sono le regie della Sonnambula di Vincenzo Bellini per il Comunale di Firenze e dell’Apparenza inganna di Thomas Bernhard, per il Festival di Santarcangelo. Nel 2004 cura la regia di Antigone di Sofocle di Bertolt Brecht che conclude la sua tournée nel 2006 al Berliner Ensemble. Nel 2003 realizza La clemenza di Tito di Mozart per il Maggio Musicale Fiorentino. L’anno dopo apre la stagione lirica del Teatro Verdi di Trieste con I cavalieri di Ekebù di Riccardo Zandonai.
Il lavoro di Tiezzi si è intanto spinto verso la ricerca di uno spazio emotivo che gli permette di approfondire personaggi, situazioni drammatiche, musica, nella pienezza del loro significato e verso la creazione di una pedagogia scenica per l’attore e per il cantante che coniuga tradizione e contemporaneità.
Del marzo 2005 è la sua prima regia wagneriana con La Valchiria, al Teatro San Carlo di Napoli con le scene di Giulio Paolini. Nel giugno dello stesso anno ha allestito, sempre per il San Carlo, Il Trovatore che, dopo il suo debutto, viene ripreso in una lunga tournée in Giappone e in numerosi teatri europei. Nel novembre 2005 debutta con Gli Uccelli di Aristofane al Teatro Goldoni di Firenze. Nel 2006 cura a Trieste la regia di Don Quichotte di Jules Massenet e, nel settembre dello stesso anno, a Livorno, per il festival mascagniano, Iris. È con Andrea Chènier di Umberto Giordano al Massimo Bellini di Catania nel 2007 e nello stesso anno debutta al Teatro Argentina di Roma con I giganti della montagna di Luigi Pirandello; inaugura inoltre la stagione lirica del Teatro San Carlo di Napoli con Parsifal di Richard Wagner. Inizia la sua collaborazione con il Museo Nazionale del Bargello con il Sogno di un mattino di primavera di Gabriele D’Annunzio. Nel 2008 allestisce, al Comunale di Bologna, Norma di Vincenzo Bellini e, al Teatro Metastasio di Prato, Passaggio in India, tratto dall’omonimo romanzo di Edward Morgan Forster. Nel 2009 debutta alla Staatsoper di Berlino con Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, ripreso l’anno successivo al Teatro alla Scala di Milano e nel 2012 alla Staatsoper im Schiller Teather. Nel 2009 debutta con Romeo e Giulietta di William Shakespeare e nel 2010 al Piccolo Teatro di Milano con I promessi sposi alla prova di Giovanni Testori.
Il lavoro di Federico Tiezzi ha ricevuto molti riconoscimenti, tra i quali spiccano i prestigiosi e numerosi Premi UBU.
Dal 2007 al 2010 è direttore artistico della Fondazione Teatro Metastasio- Stabile della Toscana. Nel 2011, dopo il Parsifal di Richard Wagner al Teatro Regio di Torino, cura la regia, al Teatro Petruzzelli di Bari di Lo Stesso mare un’opera di Fabio Vacchi su libretto di Amos Oz, con le scene di Gae Aulenti.
Tra il 2012 e il 2014 Tiezzi è impegnato con La vedova allegra di Franz Léhar al Teatro Filarmonico di Verona, al Teatro San Carlo di Napoli e al Teatro Carlo Felice di Genova.
Sempre nel 2012 inizia il progetto sulla Ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, con il primo capitolo Un amore di Swann. Nel 2013 debutta Non si sa come di Luigi Pirandello al Teatro della Pergola di Firenze.
Del 2014 è Il ritorno di Casanova di Arthur Schnitzler per il Museo Nazionale del Bargello di Firenze.
Tra il 2012 e il 2014 lavora di nuovo su Iris di Pietro Mascagni, Don Quichotte di Jules Massenet, Norma di Vincenzo Bellini e Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi.
Nel maggio del 2015 firma Ifigenia in Aulide di Euripide, all’interno del 51° Ciclo di Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa.
Per il Piccolo Teatro di Milano dirige, nel febbraio 2016, Questa sera si recita a soggetto, di Luigi Pirandello: un mese e mezzo di repliche; per poi impegnarsi nella produzione, per il Teatro Nazionale di Roma e di Firenze, del Calderón di Pier Paolo Pasolini.
Si considera allievo di Edward Gordon Craig.